Mar
30
2009

Il Vangelo secondo noi – Gv 12, 20-30

Attualizzare il vangelo

Gv 12, 20-30


La parabola del chicco di grano

Quel sabato sera, 20tra tutti quelli che si erano imbucati alla festa dopo la messa, c’erano anche due islamici. 21A giudicare dalle apparenze sembravano due individui poco raccomandabili e subito si avvicinarono a Filippo, originario di Bomporto e gli chiesero: “Scusi, vogliamo vedere Gesù!”.

22Un po’ insospettito Filippo si andò a consultare con Andrea, e insieme andarono a dirlo a Gesù. 23Allora Gesù rispose loro: “Sarà meglio che io vada, è giunta la mia ora! 24In verità vi dico che se chicco di grano cade in terra e non muore rimane solo, ma se muore allora produrrà molto frutto. 25Come rimproverare chi ama la vita la vita terrena?! Tuttavia chi è fortemente attaccato ad essa finirà col perderla, mentre chi la odia finirà col conservarla per sempre. 26Chi mi ama mi segua: se mi vorrà servire ovunque sarò io, là sarà anche mio servo. Chi resterà al mio fianco sarà premiato per sempre. 27Sono combattuto: cosa devo fare? Cosa devo dire?? Forse: Padre aiutami? Salvami?? Perché allora sarei giunto fino a questo punto?! Perché avrei fatto tutto ciò?! 28Padre, sia fatta la tua volontà.”

Si udì improvvisamente una voce dal cielo: “Grazie Figlio mio, sono orgoglioso di te!”

29La maggior parte della gente che si trovava lì e aveva sentito quella voce disse con certezza che si trattava di un classico trucchetto per richiamare l’attenzione. Altri, la minoranza, non erano così certi.

30Per fugare ogni dubbio intervenne Gesù: “Non è me che vuole confortare questa voce, ma voi. Non so ancora del tutto a cosa vada incontro ma sappiate che lo faccio per voi e mi sarà di grande conforto se il chicco di grano produrrà molto frutto”.

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