Apr
30
2009

una comunità in costruzione – storia della bva 4

di Cristina Capozzi

Una Parrocchia alla ricerca della propria identità

La vita Parrocchiale tendeva già allora a valorizzare particolari momenti liturgici, come l’Avvento e la Quaresima, organizzando in queste occasioni importanti incontri per approfondire la conoscenza della Bibbia, veglie di preghiera, momenti di confronto su temi di attualità con esperti. Riunioni e incontri di varia natura, legati soprattutto a temi di attualità erano solitamente programmati nei restanti mesi dell’anno.

Nel 1969 ripresero gli incontri legati al Concilio e alla sua applicazione nella vita quotidiana, come quelli per insegnati di religione e quelli riguardanti la pastorale familiare. A questo proposito la Parrocchia non si proponeva più di sostituire i genitori nell’educazione cristiana dei figli, come avveniva in passato, ma si proponeva di aiutare gli sposi e i futuri genitori a creare una famiglia che fosse una comunità di vita e autentica testimone di amore vissuto. Alla luce del Vaticano II, la Parrocchia si proponeva come scopo quello di affiancare e qualificare la famiglia, non di sostituirsi ad essa.

Verso il 1970, in varie assemblee, si avanzò l’esigenza di costruire una Parrocchia che si esprimesse sempre di più come una comunità di Fede, di culto, di carità per sua natura missionaria; alla luce di queste riflessioni si iniziò a rivedere lo statuto, che appariva troppo giuridico e poco pastorale. Si modificò il sistema di elezioni e l’assemblea, allargando la partecipazione alle votazioni a tutti gli adulti con più di 18 anni. Si parlò anche di liste di candidati che potevano essere presentate da chiunque nelle elezioni; nel campo operativo si continuerà a parlare di uffici esecutivi, di organi direttivi da realizzare democraticamente per consentire e favorire la partecipazione dei laici. In questo contesto di apertura verso il quartiere e il laicato avvenne un importante cambiamento all’interno del consiglio pastorale; infatti non votavano più solamente i capifamiglia, ma tutti i “cristiani adulti della Parrocchia”. Questo era un segno di grande apertura del “gruppo dirigente” della BVA nei confronti dei laici di tutte le età e tradizionalmente meno “impegnati” nella vita Parrocchiale.

Per attuare i cambiamenti che si era proposta, la comunità decise di realizzare un censimento sulla sua popolazione e sul quartiere di cui faceva parte. Nel 1972 la Parrocchia era composta da 1435 famiglie e da 5100 persone, di cui il 27 % operai, il 12,80 % impiegati, l’ 1,73 % artigiani, l’ 1,85 % addetti ai servizi terziari, il 30,05 % casalinghe, il 14,78 % pensionati1. Il 18 % frequentava la Messa domenicale in Parrocchia, solamente il 2 % era impegnato nei vari servizi ecclesiali e il 99 % chiedeva i sacramenti alla comunità Parrocchiale.

1 Questi dati sono stati ricavati su un campione di 1617 persone adulte abitanti in Parrocchia

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