Apr
17
2009

Verbale del Consiglio Pastorale Parrocchiale BVA

Verbale del Consiglio Pastorale Parrocchiale BVA

Mercoledì 25 marzo 2009

Presenti:

d. Paolo Boschini, d. Wilfred Eke, Massimo Cuoghi, Alessandro Manni, Maria Cavazzuti, Marta Fattori, Emanuele Riccio, Carlo Bucci, Ermido Lerose, Velia Bertacchini, Osvaldo Cicogni, Francesca Ferrari, Patrizia Morandi (verbalizzatrice)

Riflessione

Stasera iniziamo con una riflessione leggendo la lettera ai Filippesi cap. 2 v. 5-11 che leggeremo anche il giorno delle Palme e il Venerdì Santo che ci introduce alla settimana santa: Il Signore ci aiuti a convertire il nostro cuore e ci confermi nel discepolato ad essere seguaci di GESU’ col CUORE. San Paolo ci invita a percorrere la strada del SERVIZIO e della DONAZIONE DI SE A DIO E AGLI ALTRI. Ringraziando DIO non partiamo da zero e ci stiamo incamminando per andare verso GESU’. Egli ha rinunciato ad ogni prestigio e si è abbassato, per cui ogni spiritualità deve portare questo SPIRITO DI SERVIZIO nei confronti della comunità e di tutti, e tutto deve essere UNIFICATO IN CRISTO con le sue stesse caratteristiche di servizio, dedizione, abbassamento, dono di se. GESU’ non da gloria a se stesso, ma con un dono gratuito IL PADRE LO HA ESALTATO e crediamo che COLUI che ADORIAMO SULLA CROCE E’ LO STESSO CHE ADORIAMO VIVO E RISORTO IL GIORNO DI PASQUA. Dobbiamo metterci in questa spiritualità di abbassamento, di croce e di servizio. GESU’ diventa il fulcro, il centro, è IL CRISTO GLORIOSO com’è scritto anche in Giovanni cap. 3 che chiunque crede in lui ha la vita eterna, però prima deve essere innalzato sulla croce e dobbiamo anche noi passare e convergere verso questo spirito.

Passiamo a parlare delle cose pratiche per cui ci siamo riuniti stasera:

  1. Aggiornamento sul Centro di Ascolto

  2. Giornata di preghiera e messa col card. ARINZE

  3. Progettazione del triduo pasquale (e del mese di maggio).

  4. Comunicazione del parroco

1. Aggiornamento sul Centro di Ascolto

Cerchiamo di essere ESSENZIALI nella discussione.

Massimo Cuoghi: dopo un periodo di pausa si è convenuto di riprendere l’attività del Centro di Ascolto e di riaprire da lunedì prossimo indirizzandoci sempre verso le famiglie bisognose.

Dobbiamo cercare di fare un “ascolto” e una relazione di accompagnamento in un rapporto dialogico che possa aiutare nel tempo.

Abbiamo pensato a un gruppo di persone, un’equipe per questo e a un altro gruppo che coordini il tutto.

A fianco di questo, facciamo un altro incontro formativo ( 4 incontri ), l’intenzione è di aprire un’altra fase sperimentale e, a maggio o a fine giugno, fare un altro fermo.

Ci facciamo carico noi di questo e l’invito è aperto a tutte le persone che sono interessate a farsi avanti.

L’idea è di creare una rete di collegamento e coinvolgere il maggior numero di persone possibili.

L’orientamento è di partire con impegno e riflessione e, strada facendo, valuteremo il tutto.

C’è una riflessione da fare che l’iniziativa è aperta alla collaborazione con le altre caritas e gli altri gruppi.

Il mercoledì sarà il giorno d’incontro.

L’idea è di lavorare su appuntamento per una maggiore tranquillità e di dedicare più tempo al dialogo, però anche se qualcuno arriva senza appuntamento, non viene cacciato via.

Il percorso formativo serve per reclutare altre persone senza avere una ricetta precostituita.

Don Paolo Boschini: dalla lettura dei dati fatta, emerge che un elemento importante è che dobbiamo ragionare su scala famigliare e non individuale, un altro fatto è di valutare attentamente se ne abbiamo le forze. Ad esempio abbiamo una famiglia con un debito di 46-56.000 euro con anche problemi penali e indirizzeremo questa famiglia verso “leve” più robuste.

Un’altra rilevazione è che, mentre si aggiungono famiglie che sono in una situazione di stallo, altre invece stanno riemergendo e siamo quasi pronti a lasciarli camminare con le proprie gambe.

Poi c’è un’altra riflessione da fare, se cioè siamo in grado di offrire lavoro, però possiamo cercare di creare una rete per lavori anche domestici, cose più complesse non siamo in grado di farlo.

Anche la diocesi finanzia progetti di nuovo lavoro.

Un’altra questione è la questione territoriale e l’orientamento è quello di essere aperti a tutti perché molti si spostano.

La sinergia con le altre parrocchie vicine è importante.

Per la boutique allo stato attuale ci sono pensieri diversi.

Di fatto ora abbiamo 6-7 famiglie con le quali fare un progetto.

La sfida sta nel creare delle relazioni con persone in stato di bisogno perché si deve cambiare lo stile di vita e ci vuole sostegno, ascolto e sono cose nuove anche per noi, però ci proviamo a creare un percorso difficile, ma nel tempo proviamo a capire come muoverci e qual è il coinvolgimento della comunità che si fa “prossima” per come è e come può per le persone che hanno bisogno.

Altre osservazioni?

Carlo Bucci: con le altre caritas i rapporti come sono?

Don Paolo Boschini: diciamo che abbiamo dei rapporti già avviati con alcune ed è previsto un interscambio.

Ci sono la parrocchia della Cittadella, di San Faustino, poi la caritas di S. Giovanni Evangelista, 7000 Euro sono stati destinati per aiuti, poi la parrocchia di San Lazzaro che ha fatto un progetto di microcredito simile al nostro, poi la caritas di Soliera.

Io e Massimo siamo andati a un incontro alla casa di Nazaret e ci siamo consolati per il fatto che pensiamo che se diamo più ascolto e meno spaghetti è meglio.

Ci sembra che grazie alla presenza dell’assessore Maletti il clima è buono.

A Modena le parrocchie sono tra le poche che si sono mosse in questo tempo di crisi per aiutare.

Maria Cavazzuti : bisogna vedere il rapporto fra il centro di ascolto e la boutique.

Marta Fattori: ora vengono solo su appuntamento.

Maria Cavazzuti : mi sembra che le cose quest’anno siano andate meglio.

Marta Fattori: noi abbiamo proseguito dando i numeri. Il centro di ascolto è riservato a persone più mirate e non sono tutte le 40 persone che vengono.

Massimo Cuoghi: mi pare che anche qui si sta delineando la realtà della caritas diocesana cioè da una parte generi di vestiario ecc…alla quale si affianca un’attività diversa che abbiamo identificato nel provare ad aprire un centro di ascolto sperimentale.

Da un punto di vista operativo l’ottica è di fare coesistere le due realtà e questo necessita di tempo.

Maria Cavazzuti :quante persone sono disponibili per l’ascolto?

Massimo Cuoghi: 7-8 persone c.a. pensiamo che col tempo ci sarà la necessità di reclutare altre persone e vedremo in futuro.

* * * * * * *

2. la visita del card. ARINZE

Don Wilfred Eke: sabato scorso c’è stato un incontro per mettere in atto ciò che è già stato progettato e non c’è alcun problema.

Sono invitati anche altri che sono interessati, la messa è alle 11.00 e ci saranno anche due battesimi durante la messa.

Don Paolo Boschini: è prevista la pioggia sabato e domenica per cui dovremo stare dentro le sale.

Don Wilfred Eke:ci sarà un rinfresco per le autorità.

Don Paolo Boschini: tu ritieni che io come parroco o Alessandro come moderatore possa fare un saluto. Come ritieni più opportuno?

Don Wilfred Eke: all’inizio il vescovo di Modena darà un saluto e alla fine va bene.

Don Paolo Boschini: chi lo fa? Lo faccio io alla fine:

Il coro per i canti vi siete già accordati?

Emanuele Riccio: sì, abbiamo 3 canti e il resto sono tutti canti della comunità nigeriana.

Alessandro Manni: la messa sarà in inglese o in italiano?

Don Wilfred Eke: in parte in inglese e in parte in italiano. Non posso dire con precisione perché, se il cardinale Grinze decide diversamente, non lo so.

Don Paolo Boschini: chiedo per le letture:

Don Wilfred Eke: prepariamo un foglio con le letture sia in italiano che in inglese.

Non abbiamo trovato nessun lettore. Il cardinale predicherà e parlerà sia in italiano che in inglese.

Don Paolo Boschini: c’è qualcuno di voi che legge?

Patrizia Morandi: io

* * * * * * *

3. il triduo pasquale (e il mese di maggio)

Don Paolo Boschini: Avevamo pensato di fare una liturgia penitenziale per Venerdì 3 aprile alle ore 21.00.

Ora dobbiamo programmare dalla domenica delle Palme fino alla fine di maggio, ma prima facciamo una verifica per vedere come sono andati gli esercizi spirituali in quaresima.

Come vi sembra siano andati?

Carlo Bucci: il ritiro è andato molto bene.

Maria Cavazzuti : per l’adorazione di sabato al mattino eravamo in pochi e al pomeriggio coi bambini com’è andata?

Don Paolo Boschini: coi bambini abbiamo cominciato alle 15.00 e per loro ho usato un sussidio dell’ufficio catechistico di Genova e con questo abbiamo cercato di spiegare il senso dell’adorazione che si prolunga con la preghiera.

I ragazzi non sono abituati al silenzio.

Velia Bertacchini: io ho avuto un’impressione molto favorevole che i bimbi fossero attenti e partecipi.

Ermido Lerose: i ragazzi erano attirati dalla “novità”, ma non sono abituati al silenzio e alla concentrazione.

La cosa bella è che forse proprio in quanto bambini hanno colto qualche riflessione importante e hanno fatto delle domande come ad esempio: a cosa serve l’adorazione?

Forse ripetendola anche l’anno prossimo saranno più preparati.

Massimo Cuoghi: sul ritiro spirituale, paragonandolo a quello fatto in avvento, è stato bello, però mi sembra che sia meglio farlo in un paio di serate perché lo merita ed è stato troppo concentrato tutto in una serata. E’ stato efficace anche da un punto di vista didattico.

Osvaldo Cicogni: sarebbe bello avere la traccia di quanto si è parlato nel ritiro anche quando facciamo la liturgia penitenziale perché è un modo di riprendere a riflettere su alcuni passi che sono stati molto interessanti. Anche l’adorazione del giovedì è curata, anche se le persone che partecipano sono sempre le solite. C’è sempre don Wilfred che le prepara in modo accurato.

Don Wilfred Eke: per il ritiro la riflessione è stata molto bella, ma densa, se fosse meno denso si potrebbero fare più domande ed è importante per l’immagine di chiesa che è alla base come ha spiegato don Mario Fini. Lo spazio per le domande aiuta ad interiorizzare il discorso per la riflessione e se parla uno solo e poi si va via, questo non aiuta a crescere.

Anche per l’adorazione chiedere e fare delle domande è anche lo scopo del congresso eucaristico ed è la prima tappa della conoscenza.

Si può fare ancora l’adorazione continuata al sabato.

Don Paolo Boschini: altre riflessioni sulla verifica?

No.

Don Paolo Boschini: bene ora progettiamo la settimana santa fino a pentecoste il 31 maggio.

Per la domenica delle Palme io penso che nessuno voglia cambiare la nostra tradizione con la processione che parte dall’edicola MARIANA e la benedizione degli ulivi.

Vediamo che per la settimana santa c’è un punto molto delicato e cioè la I° COMUNIONE al giovedì santo.

Abbiamo cercato di coinvolgere i genitori nel cammino di preparazione per l’eucarestia e di dare importanza a questo evento e vedere cosa significa per loro.

Purtroppo, nonostante i nostri sforzi, abbiamo avuto dei risultati scadenti.

I bambini sono 25 e le famiglie 23 e abbiamo avuto al massimo 12 famiglie per ciascuna riunione.

La scarsa partecipazione è stata una grande difficoltà e non siamo riusciti a spiegare bene che la messa del giovedì santo è la “matrice” delle nostre eucaristie e che questo evento è associato alla morte e resurrezione di CRISTO. Questo non siamo riusciti a dirlo.

Sono venute alcune famiglie che hanno sollevato delle riserve e, tenuto conto di questo, io ho offerto loro un’altra data cioè la domenica 10 maggio come si fa di solito per la 1° COMUNIONE raccomandando loro che LA SOBRIETA’ sia il dato essenziale.

Alcuni genitori, usando il nostro nome, hanno fatto un referendum tra di loro in modo tassativo e ci hanno consegnato le schede coi risultati. Per me era già chiaro che la data fosse il 10 maggio.

Avevamo pensato anche e scritto una lettera ai genitori per celebrarla sia, per alcuni, il 9-4 che, per gli altri, il 10-5.

Alla fine i genitori hanno deciso di farla tutti insieme il 9 aprile.

E’ una decisione questa per la quale la parrocchia non ha premuto, quindi noi la facciamo il 9 aprile.

Don Wilfred Eke: sono un po’ perplesso, perché ne avevamo parlato nel consiglio precedente e sembrava che questa cosa fosse decaduta. Ribadisco che ci sono motivi anche teologici per cui è meglio non celebrare la 1° comunione il giovedì santo.

Don Paolo Boschini: c’erano delle perplessità, sì è vero perché si è distratti dalla liturgia che quella sera è molto importante perché è proprio la matrice dell’eucarestia, ma proprio per questo, ritengo che valorizzi di più il sacramento e la sua importanza.

Don Wilfred Eke: il mio è UN MOTIVO TEOLOGICO, perché siamo nel TRIDUO PASQUALE che è il CENTRO DEL MISTERO DELLA CHIESA e non so se si può celebrare la 1° comunione dentro la liturgia per non offuscare il senso del mistero che si celebra.

Proprio nel giorno dell’ISTITUZIONE DELL’EUCARESTIA NON SI CELEBRA NEMMENO L’ORDINAZIONE SACERDOTALE.

Don Paolo Boschini: tutto questo è plausibile, ma è una mia scelta di cui io mi assumo tutta la responsabilità.

IL GIOVEDI’ SANTO E’ LA MANIFESTAZIONE DEL MISTERO EUCARISTICO E MANIFESTA L’INDOLE DELLA LITURGIA CHE SI CELEBRA.

Vi leggo anche una lettera che un sacerdote dell’ufficio catechistico mi ha scritto dopo esserci confrontati al riguardo. (Vedi lettera).

Maria Cavazzuti: si potrebbe organizzare tutto il catechismo per portare i bimbi al culmine dell’INCONTRO COL SIGNORE IL GIOVEDI’ SANTO.

L’ISTITUZIONE DELL’EUCARESTIA E’ IL SACRIFICIO DELL’AGNELLO e questo fatto riassume tutto l’A.T. dall’Esodo in poi e dal rinnovamento e completamento che GESU’ porta e fa di questo ATTO UN MEMORIALE, che non è un ricordo, ma E’ UN’ATTUALIZZAZIONE.

Don Wilfred Eke: non si può fare memoria della Pasqua con anche la prima comunione.

Don Paolo Boschini: dalla lettera di don Ivo Seghedoni si legge: “ritengo che la data della messa il 9-4 non va bene per un motivo teologico e liturgico, perché il giovedì santo ha già una sua dinamica. Però credo che in una situazione controversa noi non possiamo sconfessare la comunione il giovedì santo.”

Io mi sono confrontato anche con altri parroci. Se il tuo problema è che la comunione è una cosa consumistica sarà la logica regressiva della festa solo esteriore e la dimensione religiosa è solo “un’etichetta” e basta. Io farei questa proposta, è la mia idea: il giovedì alle ore 19.00 facciamo la messa Ancilla Domini.

La veglia pasquale prevede due battesimi.

Alessandro Manni: faccio una considerazione, io non entro nel merito della scelta per la 1° comunione il giovedì santo e non faccio considerazioni di tipo teologico, però non vedo come potrebbe distrarre.

Ho la sensazione che l’eccessiva discussione su una data rischia di aumentare il valore consumistico che si sta associando a questo evento estremamente importante.

Significa squalificare il valore dell’evento.

Se vogliamo fare capire che è una cosa importante, discutere sulla data, significa svilirne il significato religioso.

Francesca Ferrari: c’è un altro livello, è un caso tipico di “understanding”, cioè non ci si è capiti mai, è una comunicazione che non ha girato.

Le catechiste hanno distribuito un foglietto ai genitori e abbiamo scoperto che non lo hanno letto e non hanno letto nemmeno la lettera di don Paolo. Questo lo abbiamo scoperto alla fine e forse è meglio dare delle date secche e abbiamo scoperto anche che le famiglie non parlano perché non c’è più tempo.

Questo è uno stile che purtroppo si sta infiltrando e bisogna sollecitare di più le famiglie.

E’ un problema di formazione anche per i genitori.

Don Paolo Boschini: vorrei chiudere questo argomento e nel prossimo consiglio il 20 aprile, fare una riflessione più approfondita.

La preparazione ai sacramenti sarà con un bel ritiro per i genitori la domenica delle palme ed il 1-2-3- maggio ci sarà un ritiro per i catechisti e la cresima si farà sabato 30 maggio alle ore 18.00 per consentire ai giovani di partecipare in duomo alla veglia di pentecoste.

Termineremo la scuola della parola in Aprile e ci sarà da organizzare il rosario dei bambini.

L’importante è avere un buono strumento da seguire per spiegare qual è il senso della preghiera del rosario.

Durante il mese di maggio ci saranno altri appuntamenti importanti, per l’ascensione c’è la cresima degli adulti e la domenica dopo il 24-5 c’è la 1° confessione.

Cominciamo alle 11.00 con la messa e questa formula funziona.

Ci sono altre cose?

Durante l’ottava di Pasqua avremo 3 battesimi.

Faremo anche il calendario dei rosari.

Vorrei fissare la data del prossimo consiglio per mercoledì 22-4 alle ore 21.00.

* * * * * * *

4. Comunicazione del Parroco

Un po’ per le vicende di cui abbiamo ragionato fino ad ora ed anche per il coinvolgimento dei ragazzi del catechismo e un po’ per la crisi con gli adolescenti, vorrei avviare una discussione sul modello di formazione che noi proponiamo.

C’è una “svendita” dei sacramenti e questo mi ha fatto pensare. Credo che ci sia bisogno di fare un discorso di riprogettazione. Non possiamo chiedere ai genitori l’adesione alla fede, ma possiamo chiedere e offrire un cammino serio e lasciare agli altri un cammino più sbrigativo. Dobbiamo essere chiari:i requisiti, se vuoi essere ammesso, sono che dovrai avere i 2/3 delle presenze e ci chiedi di offrire dei contenuti e dei servizi. Il coinvolgimento dei genitori è indispensabile e, se vuoi una proposta di qualità, te la possiamo offrire possibilmente senza scegliere il basso costo.

Se il bambino non frequenta non può accedere ai sacramenti perché noi facciamo dei cammini a cui occorre partecipare. Ci sono situazioni che non sono dignitose e la comunità lo farà proponendo un cammino serio e chi non lo fa può cambiare parrocchia. E’ una questione che riguarda la parrocchia.

La C.E.I. sta per varare un decennio sull’educazione e dobbiamo offrire dei cammini seri sapendo che i nostri interlocutori non sono preparati.

Allora proponiamo anche un cammino meno impegnativo. Noi abbiamo anche bambini che fanno sport il sabato pomeriggio. Il vero discorso è di lavorare sodo perché le persone siano preparate e stipendiate da noi in modo professionale. Questo sarà oggetto di discussioni nella prossima riunione del 22-4.

* * * * * * *

5. Varie

Ermido: porto i ringraziamenti della Monica per i ragazzi dell’O.P.G.

E’ stata un’esperienza bella con un dibattito finale che è stato costruttivo. Ci siamo ripromessi di farne un’altra di serate e di preparare qualcosa noi per loro e avviare qualcosa per i carcerati.

Don Wilfred: per il congresso diocesano ci sono proposte.

Don Paolo: possiamo parlarne la prossima volta. Nel prossimo incontro parleremo anche della fase vicariale e diocesana.

L’incontro si conclude con una preghiera alle 23,15.

Modena, 25 marzo 2009

Il parroco Don Paolo Boschini

Il segretario Barbara Pizzarelli

L’assistente del Segretario

(redattore del verbale) Patrizia Morandi

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